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Omeopatia

Le nuove regole romene per l'omeopatia e la medicina alternativa, spiegate ai pazienti

Il 25 settembre 2026 il Ministero della Salute romeno ha messo in consultazione pubblica una bozza di decreto che, per la prima volta in 19 anni, stabilisce in modo concreto come devono funzionare l'omeopatia, l'agopuntura e le altre pratiche dette complementari o alternative. La stampa ha dato la notizia con titoli sull'astrologia medica e sul feng shui, e la parte che conta per un paziente è rimasta fuori.

Lavoro con l'omeopatia da medico. Per questo ho letto il testo della bozza dall'inizio alla fine, non solo il comunicato. Qui ti racconto cosa c'è scritto, cosa cambia per te e cosa questa regolamentazione non fa, anche se qualcuno la presenterà diversamente.

Da dove nasce la bozza

In Romania la medicina complementare è disciplinata dalla Legge 118 del 2007. La legge chiedeva al ministero di scrivere entro un anno al massimo le norme di attuazione, cioè le regole pratiche con cui si lavora davvero, ma quelle norme non sono mai arrivate, e lo ammette lo stesso ministero nella relazione che accompagna la bozza.

Le cose si sono mosse solo dopo un processo. La fondazione FACIAS ha fatto causa al ministero, e nel marzo 2025 l'Alta Corte di Cassazione e Giustizia della Romania (ICCJ) lo ha obbligato a emanare le norme. La bozza di settembre è la risposta a quella sentenza.

Un dettaglio conta molto. Per ora è una bozza e non una regola in vigore. Il periodo in cui chiunque poteva inviare osservazioni era di 10 giorni dalla pubblicazione e si è chiuso, mentre il ministero ha annunciato nello stesso momento che sta preparando anche una modifica della legge stessa, da presentare quando ci sarà un Governo con pieni poteri.

Cosa prevede la bozza per te come paziente

Dal testo ho tenuto solo le disposizioni che ti riguardano direttamente. Le trovi nella bozza agli articoli dal 23 al 27, e se vuoi puoi verificare ogni parola nel documento pubblicato dal ministero.

  • Consenso scritto, prima della terapia. Deve indicare chi ti cura, cosa può praticare, quale terapia ti viene proposta, quanto dura, quali sono i rischi, le controindicazioni e i limiti, oltre al tuo diritto di rifiutare o di smettere in qualsiasi momento.
  • Informazioni sulle alternative. Il professionista deve dirti quali altre opzioni esistono, quando esistono.
  • Nessuna garanzia di risultato. La bozza vieta di promettere un determinato risultato terapeutico e qualsiasi affermazione o pubblicità che possa trarti in inganno.
  • La terapia del medico non si tocca. Il professionista non può consigliarti di interrompere, modificare o sostituire una terapia prescritta.
  • Le urgenze non si trattano con metodi alternativi. La terapia complementare è vietata per chi ha un'urgenza medico-chirurgica.
  • Invio al medico quando non funziona. Se la terapia non dà alcuna risposta dopo un intervallo ragionevole, il professionista è obbligato a consigliarti una visita medica.
  • Autorizzazione e registro. Chi pratica ha bisogno di un'autorizzazione del Ministero della Salute, valida 36 mesi, e gli studi hanno bisogno di un'autorizzazione sanitaria. La bozza prevede anche un registro unico dei professionisti.

Per chi non è medico la bozza pone una condizione in più: può lavorare solo sulla base di una raccomandazione scritta di un medico ricevuta prima che la terapia cominci, e non può fare diagnosi e nemmeno presentarsi come dottore.

Lette una dopo l'altra, queste disposizioni sembrano quasi banali, perché descrivono quello che avrebbe dovuto essere normale fin dall'inizio. Il fatto che ci sia voluto un processo per metterle nero su bianco dice parecchio su quanto poco sia stato regolamentato il settore finora.

Cosa significa per l'omeopatia

Qui la risposta è più breve di quanto pensi. La legge del 2007 diceva già che l'omeopatia può essere praticata solo da medici e odontoiatri, o da farmacisti a seconda dei casi, e la bozza non cambia questo punto.

I medici che hanno già ottenuto l'attestato di studi complementari in omeopatia lo conservano, perché la bozza dice in modo esplicito che gli attestati ottenuti finora restano validi. In futuro l'esame per l'attestato sarà organizzato dall'Istituto Nazionale di Management dei Servizi Sanitari romeno.

Ci sono altre due regole sui rimedi che è bene conoscere. Si possono usare solo medicinali omeopatici autorizzati secondo la legge, e i prodotti non si vendono nello studio. Preferisco che sia così. Una visita in cui chi consiglia il rimedio è anche chi incassa per il flacone non è più una visita pulita.

Cosa non fa questa regolamentazione

È la parte che voglio dire nel modo più chiaro. Il fatto che il ministero metta delle regole per l'omeopatia non significa che il ministero dica che l'omeopatia funziona.

L'ha scritto proprio il ministero, nel comunicato con cui ha lanciato la bozza: “La regolamentazione amministrativa del settore non rappresenta una validazione medica o scientifica dell'efficacia delle pratiche di medicina complementare/alternativa.”

Questa frase coincide con quello che scrivo anch'io nella pagina sull'omeopatia, dove dico che l'efficacia dell'omeopatia è contestata nella letteratura medica. Nel 2017 il Consiglio Consultivo Scientifico delle Accademie Europee è arrivato alla conclusione che non esiste alcuna malattia per cui ci siano prove solide e riproducibili di un effetto dell'omeopatia superiore al placebo. Non lo nascondo e non lo addolcisco.

Quello che offro in cambio è una visita medica lunga, in cui ascolto con attenzione la tua storia, poi una raccomandazione pensata per la persona che ho davanti e una rivalutazione. La diagnosi e la terapia che ti spettano restano medicina convenzionale, e in fondo le nuove regole dicono la stessa cosa.

Cosa chiedere prima di qualsiasi terapia alternativa

Qualche domanda ti protegge dalla maggior parte dei problemi. Non servono conoscenze mediche ma solo il coraggio di farle ad alta voce, e saranno utili quando le norme entreranno in vigore tanto quanto lo sono adesso.

  1. Lei è medico? Per l'omeopatia e l'agopuntura la legge lo richiede da 19 anni.
  2. Che formazione ha per la terapia che mi propone e dove posso verificarla?
  3. Mi dà per iscritto cosa faremo, quanto dura e quali rischi comporta?
  4. Cosa facciamo se dopo qualche seduta non noto alcun cambiamento?
  5. Devo cambiare qualcosa nella terapia che mi ha dato il mio medico?

All'ultima domanda l'unica risposta corretta è no. Senza il medico che te l'ha prescritta non si cambia nulla. Se qualcuno ti promette la guarigione o ti dice di abbandonare i farmaci, vattene, per quanto convincente possa sembrare.

Come lavoro io

Sono medico prima di tutto. Si vede da come comincio ogni visita. Ti chiedo quali terapie segui e non ti chiedo mai di sospenderne nessuna. Se da quello che mi racconti emerge che hai bisogno di un esame o di uno specialista, te lo dico prima di qualsiasi raccomandazione omeopatica.

Se vuoi parlare di una visita di omeopatia, qui sotto trovi come prenotare un appuntamento, e se prima vuoi solo leggere la bozza, i link sono nell'elenco delle fonti.

Fonti

  • Ministerul Sănătății (Ministero della Salute romeno), Ordin pentru aprobarea normelor metodologice de aplicare a Legii nr. 118/2007 privind organizarea şi funcţionarea activităţilor şi practicilor de medicină complementară/alternativă, bozza pubblicata il 25 settembre 2026. Pagina della bozza · Testo del decreto e delle norme (PDF) · Relazione di approvazione (PDF)
  • Ministerul Sănătății (Ministero della Salute romeno), comunicato del 25 settembre 2026 sulla messa in consultazione pubblica della bozza. ms.ro
  • Legea nr. 118/2007 privind organizarea și funcționarea sistemului de medicină complementară/alternativă (Legge 118/2007), Monitorul Oficial n. 305 dell'8 maggio 2007.
  • European Academies' Science Advisory Council (EASAC), Homeopathic products and practices: assessing the evidence and ensuring consistency in regulating medical claims in the EU, settembre 2017. PDF

L’articolo è informativo e non sostituisce la visita medica. Non interrompere e non modificare una terapia prescritta senza parlarne con il medico che l’ha prescritta.

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