Mal di schiena
Perché ti fa male la schiena quando cambia il tempo
Arriva l’autunno, la pressione scende, la mattina fa freddo e la schiena te lo fa sapere. Molte persone in studio mi dicono la stessa cosa, e alcune aggiungono di sentire il cambio del tempo prima ancora che lo mostrino le previsioni. Vogliono sapere se è un’impressione o se è vero. La risposta onesta ha due metà, e te le dico tutte e due.
Cosa dicono i dati, in breve
Sulle grandi popolazioni il legame non si vede. Il test più chiaro è stato fatto negli Stati Uniti su 11 milioni di visite dal medico di famiglia, e il risultato è uscito nel 2017 sul BMJ. I ricercatori hanno confrontato i giorni di pioggia con quelli asciutti e hanno cercato di capire se nei giorni piovosi le persone andassero più spesso dal medico per dolori alla schiena o alle articolazioni. Non hanno trovato nessuna differenza.
È un risultato che sorprende, perché va contro quello che sentono tantissime persone. Dice però meno di quanto sembri, perché l’unica cosa che ha misurato è quanto spesso la gente va dal medico, e sul giorno in cui a te la schiena faceva più male non può dire nulla.
Perché crediamo così tanto nel legame con il tempo
Qui entra in gioco il modo in cui la mente tiene i conti, e la spiegazione è stata messa nero su bianco già nel 1996 da Redelmeier e Tversky, su PNAS. Per 15 mesi hanno seguito persone con l’artrite e hanno confrontato il dolore che annotavano con i dati meteo reali.
Sull’intero gruppo il legame non si è visto. Eppure quasi tutti i partecipanti erano convinti che esistesse, e la spiegazione proposta dai due autori vale per tutti noi. Ci ricordiamo dei giorni in cui avevamo male e fuori il tempo era brutto, perché confermano quello che pensiamo già, mentre gli altri li lasciamo scivolare via, sia quelli di bel tempo in cui stavamo male sia quelli piovosi in cui ci sentivamo benissimo. Il cervello vuole uno schema. Lo trova, e poi ogni giorno di pioggia con dolore lo rafforza ancora un po’.
Non lo dico per contraddire le persone. Lo dico perché è utile sapere che per cose del genere la nostra memoria è un pessimo strumento di misura, la mia come quella di chiunque altro.
Dove un segnale è stato trovato comunque
Arriva la seconda metà della risposta, ed è la parte che di solito saltano gli articoli che vogliono solo smontare il mito.
Nel 2019 NPJ Digital Medicine ha pubblicato i risultati di uno studio britannico dal nome bellissimo, “Cloudy with a Chance of Pain”. Per diversi mesi più di 2.600 persone con dolore cronico hanno annotato ogni giorno sul telefono quanto male avevano, e l’app ha collegato ogni annotazione al tempo del luogo in cui si trovavano davvero e non a una media regionale. Questo cambia la qualità della misura.
Stavolta un legame è comparso. I giorni con umidità alta, pressione bassa e vento più forte portavano un dolore leggermente maggiore. L’effetto era piccolo, e la temperatura da sola non spiegava quasi niente. L’umidità è stata il fattore più costante.
Quindi sono vere tutte e due le cose, ognuna a modo suo. Se conti le visite mediche, il tempo non compare da nessuna parte. Se chiedi giorno dopo giorno a chi ha un dolore cronico quanto male ha, compare un poco.
Perché per alcune persone è vero e per altre no
Un terzo studio chiarisce perché i due risultati in realtà non si contraddicono. Nel 2022 lo stesso gruppo britannico ha pubblicato su Pain Reports una nuova analisi degli stessi dati. Questa volta non ha cercato un effetto medio valido per tutti e ha guardato invece ogni persona separatamente.
Quello che è emerso spiega molto. La reazione al tempo cambia moltissimo da una persona all’altra. Alcuni hanno un legame chiaro tra meteo e dolore, altri ne hanno uno inverso, e la maggior parte non ne ha nessuno. Quando fai la media su tutti, gli effetti si annullano a vicenda e sembrano sparire.
Quindi se senti che la schiena ti fa più male quando il tempo si guasta, non è detto che ti sbagli. Può darsi benissimo che nel tuo caso il legame sia reale, anche se sull’intera popolazione non si vede. Quello che non funziona è il ragionamento al contrario: il fatto che tu senta qualcosa non significa che lo sentano tutti.
Cosa succede davvero quando fa più freddo
C’è anche un’altra cosa legata al tempo che non riguarda proprio pressione e umidità, ed è quella che vedo più spesso nelle persone.
Quando fa freddo e piove, la vita cambia. Esci di meno, ti muovi di meno, passi più tempo seduto e più tempo in casa. I muscoli che non si muovono si irrigidiscono, e una schiena che sta storta 10 ore al giorno fa male qualunque cosa dica il barometro. A questo si aggiunge il freddo, che la mattina rende i muscoli meno elastici, più l’abitudine di stare ingobbiti quando abbiamo freddo.
Questa è la buona notizia di tutto l’articolo, perché questa parte si può cambiare. La pressione atmosferica non la puoi spostare. Quanto ti muovi in una giornata di ottobre, sì.
Cosa puoi fare nei giorni in cui fa più male
Niente di complicato e niente di costoso:
- Continua a muoverti, anche se fuori il tempo è brutto. Il riposo prolungato a letto peggiora il mal di schiena meccanico, non lo aiuta.
- Scaldati prima, non dopo. Una doccia calda o 5 minuti di movimento leggero la mattina contano più di qualsiasi pomata.
- Copriti di più sulla zona che fa male, anche in casa.
- Interrompi lo stare seduto ogni 30 o 40 minuti, anche solo per 2 minuti in piedi.
- Tieni un diario semplice per 2 settimane, con il dolore segnato da 1 a 10 e il tempo di quel giorno. È l’unico modo per scoprire se nel tuo caso il legame esiste davvero.
- Vai a dormire a orari il più possibile regolari, perché il sonno scarso abbassa la soglia del dolore.
Il diario è la cosa che chiedo più spesso, perché è qualcosa che possiamo leggere insieme. Una persona che mi porta 2 settimane di annotazioni mi dice molto di più di una che mi dice di avere male da quando è cambiato il tempo.
Quando non è il tempo
Il mal di schiena che va e viene con le stagioni di solito è meccanico. Ci sono però segnali che richiedono un medico e non una spiegazione meteo. Quelli li dico senza giri di parole.
- Dolore che scende lungo la gamba, con intorpidimento o debolezza al polpaccio o al piede.
- Perdita del controllo della vescica o dell’intestino.
- Dolore che ti sveglia di notte e non si calma in nessuna posizione.
- Febbre, calo di peso senza spiegazione, oppure dolore comparso dopo un colpo.
- Dolore che dura più di 6 settimane senza cambiare per niente.
Ognuno di questi significa accertamenti, non terapia manuale. Alcuni li ho visti rimandare per mesi con la spiegazione che era il tempo, e quel rinvio è costato caro.
Dove entra la terapia Bowen in tutto questo
Comincio da quello che non fa. Non cambia il tempo, non rende la schiena immune al freddo e non sostituisce gli accertamenti quando c’è uno dei segnali qui sopra.
Quello su cui può aiutare è la tensione muscolare, cioè proprio ciò che si irrigidisce quando ti muovi meno e stai seduto di più, e la terapia Bowen lavora con delicatezza su muscoli e fascia, senza manipolazioni e senza forzare, con prove poche e modeste. Le ho smontate studio per studio nell’articolo sul mal di schiena e la cervicale e in quello su cosa dicono gli studi, perché preferisco che tu legga i numeri piuttosto che fidarti di me.
L’ordine resta lo stesso anche in autunno. Prima capiamo che cos’hai, poi vediamo cosa aiuta. Se la risposta è che ti serve una visita o un accertamento, te lo dico, anche se questo vuol dire che te ne vai senza prenotare niente.
Fonti
- Jena A. B., Olenski A. R., Molitor D., Miller N., Association between rainfall and diagnoses of joint or back pain: retrospective claims analysis, BMJ, 2017, 359: j5326. PubMed
- Redelmeier D. A., Tversky A., On the belief that arthritis pain is related to the weather, Proceedings of the National Academy of Sciences, 1996, 93(7): 2895–2896. PubMed
- Dixon W. G., Beukenhorst A. L., Yimer B. B. et al., How the weather affects the pain of citizen scientists using a smartphone app, NPJ Digital Medicine, 2019, 2: 105. PubMed
- Yimer B. B., Schultz D. M., Beukenhorst A. L. et al., Heterogeneity in the association between weather and pain severity among patients with chronic pain: a Bayesian multilevel regression analysis, Pain Reports, 2022, 7(1): e963. PubMed
L’articolo è informativo e non sostituisce la visita medica. Non interrompere e non modificare una terapia prescritta senza parlarne con il medico che l’ha prescritta.